La vedova nera di Julian

È una vlogger di 75 anni che vive in Auvergne ad aver ispirato a Julian McKinnon, filmaker valdostano trapiantato a Marsiglia, la protagonista di Blanquette de veau, la sceneggiatura di una miniserie di cinque corti di due minuti ciascuno che ha vinto il Prix 5×2 all’ultimo Festival du Film Court de Grenoble.

Julian McKinnon da Aosta a Marsiglia, passando dal Cairo e Parigi

Julian McKinnon, 37 anni, aostano di Arpuilles dove è rimasto fino a 14 anni per poi spostarsi ad Aosta e iniziare a viaggiare tra Napoli, Il Cairo, Parigi, ha cominciato a lavorare in ambito cinematografico «buttandomi, senza nessuna conoscenza pregressa, in alcuni progetti di sceneggiatura, tramite contatti e amicizie a Parigi».

«Alla fine dei miei studi universitari, terminati nel 2012 dopo un percorso in Studi islamici e postcoloniali realizzato tra l’Università L’Orientale a Napoli e il Cairo – racconta il filmmaker valdostano -, sono tornato in Valle d’Aosta senza lavoro, nel pieno della crisi economica e del lavoro cominciata nel 2008».

«Frustrato dalla mancanza di prospettive lavorative concrete, ho cominciato a cercare e a trovare rifugio nel mondo dell’immaginazione e della scrittura. E così sono finito a Parigi, dove mi sono formato lavorando in collaborazione con produttori di cinema e registi, come fiume (con la minuscola, ndr), con cui ho poi collaborato per dieci anni. Ora vivo a Marsiglia, dove ho lavorato negli ultimi otto anni in ambito culturale, nella progettazione e coordinamento di progetti culturali».

La mini serie Blanquette de veau

Tra questi la sceneggiatura di Blanquette de veau che, per la cronaca, è un taglio di carne particolare, con la quale il regista valdostano ha vinto il premio 5×2 al Festival di Grenoble, un premio assegnato alla sceneggiatura di una miniserie di cinque episodi da due minuti ciascuno.

La serie vincitrice è prodotta da Le Grec con il sostegno del Cnc, un pre-acquisto di France Télévisions, un sostegno del Dipartimento dell’Isère, un contributo in natura da parte di ditte di materiale tecnico ed un sostegno della Cinémathèque di Grenoble.

Il regista vincitore partecipa anche del workshop “Sviluppo di un cortometraggio: regia, casting e direzione degli attori” organizzato da Le Grec con la Cinémathèque di Grenoble.

Dalla carta alle immagini, le riprese di Blanquette de veau  inzieranno il prossimo anno, spiega McKinnon.

«Le riprese avranno luogo a febbraio 2024 nel dipartimento dell’Isère e la serie dovrà essere montata e post-prodotta entro giugno perché farà automaticamente parte della programmazione dell’edizione 2024 del Festival del cinema all’aperto di Grenoble. La serie sarà diffusa su internet durante il Festival e su France 2».

«Blanquette de veau è una serie che segue la vita quotidiana di Annie, proprietaria di un ristorante per camionisti in Isère, attraverso i video che realizza con il suo smartphone e che pubblica online» svela l’autore.

«In ogni episodio, Annie condivide con i suoi abbonati frammenti della sua giornata, dando l’opportunità di scoprire la sua personalità e il suo modo di affrontare la vita con tenerezza e leggerezza».

«La serie è ispirata ai video YouTube di una vlogger di 75 anni che vive in Auvergne, il cui nome per ora non posso svelare – aggiunge Mc Kinnon -. Ho voluto esplorare l’emozione che si può provare per le persone che non abbiamo mai incontrato, le vite che non abbiamo vissuto, e ho trovato in questi video l’incarnazione di questa sensazione. La serie è ambientata in un ristorante per camionisti, che rappresenta un metafora dello spazio interiore della protagonista ed è ispirato a sua volta ai diners nordamericani, che rappresentano una fonte di ispirazione infinita, sia estetica che drammaturgica».

«L’idea è nata questa primavera, quando ho deciso di partecipare al concorso 5×2. Il titolo viene dal piatto del giorno del ristorante per camionisti dove si svolge la storia. Sono le unità di luogo (il ristorante sulla strada), di tempo (una giornata, dal mattino alla sera) e di tema (il transitorio) che permettono di creare una coerenza tra i cinque episodi, con la presenza trasversale della “blanquette de veau”».

Il corto La Vedova Nera

Prima di questa storia Julian McKinnon ha lavorato a un altro cortometraggio che debutterà presto sui prestigiosi schermi del Festival di Locarno.

«La Vedova Nera è un cortometraggio prodotto da Melodrama, il primo in cui mi sono ritrovato a curare la regia, insieme ad un collaboratore, il regista francese fiume, con cui ho anche scritto la sceneggiatura. Si tratta di un horror all’italiana, il genere reso celebre da Dario Argento, Mario Bava, Michele Soavi, Lucio Fulci… » racconta l’autore.

«L’ambientazione è quella visionaria di un cinema erotico che sembra uscire da un’epoca ormai passata, in cui si svolge quasi l’integralità della storia, in un gioco di specchi tra ciò che è proiettato sullo schermo del cinema e le atrocità che avvengono nella sala».

«L’ispirazione è la volontà di esplorare la sottile linea di demarcazione (o il punto di convergenza) tra terrore e desiderio. Il tutto, in un’ottica queer e femminista, la nostra, con cui reinterpretiamo il genere del giallo, sovente caratterizzato da una visione patriarcale del mondo e da violenza di genere» aggiunge McKinnon.

La Vedova Nera sarà in concorso al Festival di Locarno nella sezione Pardi di domani. Le proiezioni sono in programma venerdì 11 agosto alle 14.30 a La Sala, alle 18.30 al Cinema Rialto e sabato 12 agosto alle 17.30 a La Sala.

Il selezionatore del festival accompagna il film di Julian McKinnon con l’avviso «Questo film contiene scene che potrebbero colpire la sensibilità degli spettatori».

Programmi per il futuro?

«In futuro, spero di poter continuare a scrivere e fare film, e di riuscire a vivere un po’ di qua e un po’ di là, tra Marsiglia e la Valle d’Aosta».

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